Il lavoro si colloca nei punti in cui le attività educative, le pratiche sociali e formative mostrano una perdita o una trasformazione delle coordinate di orientamento, sia sul piano operativo che su quello interpretativo.

In diversi contesti, la complessità non riguarda soltanto aspetti organizzativi e relazionali, ma anche i quadri di riferimento attraverso cui tali contesti vengono letti, compresi e agiti.
Non si tratta di settori rigidi, ma di configurazioni di lavoro in cui emergono esigenze di rilettura, ridefinizione e ri-orientamento di pratiche, linguaggi e assetti di senso.
In particolare, il lavoro si sviluppa in:
- contesti educativi e formativi attraversati da complessità organizzativa, relazionale ed epistemica;
- servizi e istituzioni in cui pratiche operative e modelli interpretativi richiedono una revisione reciproca;
- situazioni in cui l’identità professionale e le forme di ruolo sono oggetto di ridefinizione nei processi concreti di lavoro;
- percorsi di orientamento e ri-orientamento che coinvolgono pratiche, assetti organizzativi e dimensioni collettive;
- contesti in cui la dimensione comunitaria è in costruzione, in trasformazione o oggetto di ripensamento;
- attività di progettazione, supervisione e rilettura delle pratiche educative e sociali.
Il lavoro non è orientato alla sola erogazione di interventi, ma alla lettura e alla rielaborazione dei presupposti che rendono possibile l’essere e l’agire nei contesti.
